J. W. Goethe, Il Gran Cofto. La commedia di Cagliostro, a cura e traduzione di G. Raciti, prefazione di M. Freschi, Tipheret, Acireale-Roma 2020

Il Gran Cofto altri non è che il Conte di Cagliostro, mago e avventuriero siciliano, capo di una loggia di rito egizio, avversato dal massone “illuminato” Goethe perché seminatore di pericolosi inganni. Tutto si incentra sul famoso Affaire della collana (un mistero che coinvolge, a pochi anni dalla Rivoluzione, la regina Maria Antonietta, un ambizioso aristocratico, due fantasiosi avventurieri e, sullo sfondo, anche Cagliostro) al quale Goethe si appassiona, vi vede annunciati destini storici, vi trova conferme ai timori espressi nelle sue polemiche all’interno della massoneria. Il Gran Cofto rappresenta il “fondamento morale” della catastrofe che Goethe vide nella Rivoluzione francese. La caduta dei miti, il contaminarsi di ideale e reale.


P. Panizzo, Die heroische Moral des Nihilismus: Schiller und Alfieri, De Gruyter, Berlin 2019

In der Literaturgeschichtsschreibung stellt der Vergleich zwischen Schiller und Alfieri eine Art von kleinem Topos dar. Seit dem Tod der Dichter wurde auf ihr ähnliches politisches Empfinden sowie auf motivische Gemeinsamkeiten immer wieder hingewiesen. Allerdings ist die Forschung kaum über die Herausarbeitung von einzelnen Parallelen hinausgekommen. Dagegen erkennt diese Studie eine strukturelle Gemeinsamkeit zwischen Schiller und Alfieri darin, dass sie ihre Werke auch als Reflexionsmedium für eine tragische Weltdeutung verstehen. Dieses Weltbild steht mit einer konsequent verstandenen Rehabilitierung der Sinnlichkeit und dem Schwinden von metaphysischen Bezugspunkten in Zusammenhang. Auf der Bühne erproben Schillers und Alfieris Helden sowohl die Hybris als auch die Verzweiflung, die beide aus der Erkenntnis entstehen, dass der Mensch einen „Gott" darstellt, der „in eine Welt von Würmern verwiesen" ist. In der Spätaufklärung zeichnet sich bereits hier ein ideengeschichtlicher Paradigmenwechsel ab: In der exemplarischen Auseinandersetzung mit Schillers und Alfieris Tragödien kann der Prozess des Umschlagens des alteuropäischen „heroischen Stoizismus" in den „modernen heroischen Nihilismus" (W. Riedel) zurückverfolgt werden.


S. Bosco Coletsos, Gli animali e i loro nomi. Le lingue d’Europa: leggende, miti e proverbi, Rosenberg & Sellier, Torino 2019

500 animali ca. sono raccontati attraverso la storia dei loro nomi, caratteri fisici e comportamentali, miti e leggende, proverbi e modi di dire che li riguardano. Piccoli disegni aiutano il lettore ad individuarli visivamente. Lo studio è ampiamente documentato da note e bibliografia finale.


U. Reeg, U. Simon (a cura di), Facetten der Mehrsprachigkeit aus theoretischer und unterrichtspraktischer Sicht, Waxmann, Münster/New York 2019

Individuelle und gesellschaftliche Mehrsprachigkeit steht in den letzten Jahren angesichts der Lebensbedingungen in mehrkulturellen Gesellschaften sowie der anhaltenden Migrationsbewegungen vermehrt im Fokus von Forschung, Lehre und Bildungspolitik. Die Beiträge dieses Bandes setzen sich aus wissenschaftlicher und didaktischer Perspektive mit Aspekten von Mehrsprachigkeit auseinander und beachten dabei in besonderem Maße die Ausbildungssituation an italienischen und deutschen Schulen und Hochschulen.


E. Vinci, Nello specchio delle meraviglie. Il teatro di figura di Richard Teschner, Mimesis, Milano 2019

Il teatro di figura di Richard Teschner, artista boemo che ha operato nella prima metà del Novecento tra Praga e Vienna, è una forma espressiva molto diversa da ogni altro esempio di teatro di figura del tempo. Grazie a una commistione di tecniche e tematiche, che traggono linfa da Oriente e Occidente, e a una compresenza di tradizione e innovazione, Teschner riesce a creare un Gesamtkunstwerk altamente colto e raffinato.


E. D'Annibale, Il Petrarca Haus e l'Istituto Italiano di Studi Germanici. Storia di un percorso politico culturale (1926-1943), IISG, Roma 2019

Il rapporto tra politica e cultura è un tassello estremamente importante per la comprensione della storia del fascismo italiano. Questa relazione si articolò su più piani fino a diventare un fattore centrale nella politica del regime. La scelta di approfondire in questa ricerca la storia di due Istituti culturali, l’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma da una parte e il Petrarca Haus di Colonia dall’altra, permette di sondare i vari piani sui quali trovò complessa articolazione quel rapporto. Le vicende che hanno coinvolto negli anni Trenta i due Istituti, da sempre ai margini della ricerca storiografica, consentono di comprendere, da uno specifico angolo di rifrazione, alcuni aspetti importanti: il binomio fascismo-cultura, il rapporto tra Italia e Germania nel passaggio da Weimar al nazionalsocialismo e, in ultimo, il grado di controllo del regime sull’attività culturale di queste storiche istituzioni.


G. Catalano, F. Cambi (a cura di), Johann Joachim Winckelmann e l'estetica della percezione, Istituto Italiano di Studi Germanici 2019

Il volume raccoglie gli atti del convegno su Winckelmann e l’estetica della percezione tenutosi a Roma in occasione del 250° anniversario della morte dell’archeologo e storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann. Il suo rapporto radicalmente innovativo con le opere dell’antichità e con l’oggetto antiquario, fondato sull’osservazione diretta, ha dato un impulso decisivo nella metà del Settecento al passaggio dalla tassonomia alla storia dell’arte e ha fatto emergere in tutta la sua complessità le peculiarità della percezione estetica.

In un ricco dialogo transdisciplinare e in un fecondo intreccio fra l’analisi delle fonti e una lettura attualizzante il volume affronta il complesso degli elementi costitutivi del giudizio estetico. Il nuovo habitus percettivo di Winckelmann continua ad alimentare la discussione nell’ambito dell’estetica della percezione, declinata nei percorsi canonici del principio attenzionale, esaminata nella prospettiva cognitivista, nella sfera emozionale, nella performatività dell’immagine e codificata in linguaggio e in scrittura.

Nella prima delle due appendici sono pubblicate, per gentile concessione della Winckelmann-Gesellschaft, sette lettere inedite, redatte da Winckelmann in italiano e inviate al conte Wackerbarth-Salmour. Nella seconda appendice è pubblicato il testo della composizione drammatica Endpunkt Triest. Leid und Tod von J.J. Winckelmann del drammaturgo Franco Farina.


L. Quaresima (a cura di), Cinema tedesco. I film, Mimesis, Udine 2019

Lungo l’arco della sua traiettoria, il cinema tedesco ha avuto a più riprese grandissimo rilievo, esercitando anche un ruolo di punta sul piano internazionale. Il volume ripercorre questa storia attraverso una selezione dei film che ne sono stati protagonisti: dalla stagione del “cinema d’autore” degli anni Dieci, in cui il nuovo mezzo si avvalse della collaborazione dei più noti protagonisti della scena letteraria e teatrale dell’epoca, al periodo weimariano, caratterizzato dalle invenzioni del cinema espressionista e dalla messa a punto di un complesso, raffinato sistema linguistico; dalla fase che accompagna gli anni del nazismo, in cui si fa portavoce delle parole d’ordine del regime, ma anche delle sue, ancor oggi dibattute, contraddizioni, al periodo apparentemente più provinciale dell’immediato dopoguerra, oggetto peraltro di riletture e riconsiderazioni in anni recenti; dall’exploit del Neuer Deutscher Film, che riporta il cinema tedesco a una posizione preminente nel contesto europeo, alla situazione degli ultimi decenni, orientata verso gli standard del racconto internazionale, ma non senza varchi verso modelli autoriali e sintesi tra questi due ambiti.

Con saggi di: Paolo Bertetto, Francesco Bono, Lorella Bosco, Sonia Campanini, Simone Costagli, Giulia A. Disanto, Luisella Farinotti, Antioco Floris, Matteo Galli, Massimo Locatelli, Francesco Pitassio, Leonardo Quaresima, Luigi Reitani, Giovanni Spagnoletti, Domenico Spinosa, Anita Trivelli.


E. Agazzi, F. Slavazzi (a cura di), Winckelmann, l'antichità classica e la Lombardia, Artemide Editore, Roma 2019

Il volume raccoglie gli atti del convegno su Winckelmann, l'antichità classica e la Lombardia, tenutosi presso le Università di Bergamo e di Milano Statale e all'Istituto Lombardo - Accademia di Scienze e Lettere di Brera nell'aprile del 2018 in occasione del 250° anniversario della morte dell’archeologo e storico dell’arte Johann Joachim Winckelmann. Il libro si apre con un intenso saggio di Alain Schnapp sulle Antichità e le Rovine in Europa da Petrarca a Winckelmann, seguito da un riassunto critico di Max Kunze sull'edizione dell'opera completa di Winckelmann. Il contributo di Stefano Ferrari, che indaga invece i rapporti di Winckelmann con il conte Firmian, introduce direttamente all'ampia sezione di saggi dedicati al gusto per le antichità classiche in una Lombardia che vide nel 1779 la prima edizione in lingua italiana della Geschichte der Kunst des Alterthums (1764), pubblicata a cura di Carlo Amoretti con il titolo Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi, suscitando intensi dibattiti intorno al canone classico. Fu proprio grazie alla traduzione di Carlo Amoretti che si irradiò l’interesse storico-artistico per il rigore delle forme, determinando una rottura con il passato barocco e segnalando in Tiepolo un interprete di questa svolta. Altri attori del transfert culturale tra il mondo germanico e quello italiano, come i fratelli Verri, ma anche i noti collezionisti Trivulzio, Carrara, Malspina e Aldini popolano le pagine di questo volume grazie a interventi di studiosi di letteratura, di storia, di estetica, di storia dell'arte e di archeologia.Tanto i contatti tra le persone in quello scorcio di fine Settecento, quanto gli scambi epistolari (complice la raccolta integrale delle lettere edita in Italia), esprimono una cultura della memoria del mondo antico che vive ancora oggi nelle opere che la celebrano.

Con saggi di: Alain Schnapp, Max Kunze, Stefano Ferrari, Giovanni C.F. Villa, Raul Calzoni, Elena Agazzi, Luca Bani, Federica La Manna, Carlo Capra, William Spaggiari, Luisa Erba, Giorgio Panizza, Serena Feloj, Gabriella Tassinari, Giovanni Truglia, Pierluigi Panza, Alessandra Squizzato, Maurizio Harari, Fabrizio Slavazzi.


A. Benedetti, Tra parola e immagine. Una rilettura dei Reiseberichte (1793) di Wilhelm Heinrich Wackenroder alla luce della circolarità ermeneutica, Campanotto Editore 2019

Lo studio monografico di Andrea Benedetti sui “resoconti di viaggio in forma di lettere” (Reiseberichte), stesi dall’intellettuale protoromantico Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773-1798) tra il maggio e il settembre 1793 in Franconia, analizza la relazione dialettica tra “spirito” (Geist) e “lettera” (Buchstabe) nello specifico contesto dell’odeporica settecentesca e alla luce della dinamica relazionale tra “scrittura” (parola) e “immagine”, imperniandosi su un più complessivo approccio euristico, cosiddetto della “circolarità ermeneutica”.


S. Paoli, L’occidente transculturale al femminile, Mimesis, Milano 2019

Emine Sevgi Özdamar, Rita Ciresi e Yasemin Şamdereli. Le prime due scrittrici. La terza filmmaker. Özdamar e Şamdereli turco-tedesche, Ciresi italo-americana. Tre artiste, ognuna delle quali non appartiene a una specifica cultura, da cui pur proviene, né aderisce a quella di arrivo, a cui pure appartiene. Tre donne che appartengono a minoranze, e ognuna a una minoranza – quella femminile – dentro una minoranza. Il loro lavoro è il frutto di un incontro in divenire tra culture diverse e intimamente vissute.


Zeitschrift für Wortbildung. Journal of Word Formation (ZWJW)

Zeitschrift für Wortbildung / Journal of Word Formation (ZWJW) is an open access and double-blind peer reviewed international journal published by Peter Lang. ZWJW publishes papers with respect to any language and linguistic field, e.g. morphology, syntax, lexicology, phonology, semantics, pragmatics, language history, typology, dialectology, language acquisition, language contact.


G. Rocco, E. Schafroth (a cura di), Vergleichende Diskurslinguistik, Peter Lang, Frankfurt am Main 2019

Der Band umfasst aktuelle Themen und Probleme der Vergleichenden Diskurslinguistik sowohl aus theoretischer als auch aus methodologischer und forschungspraktischer Perspektive. Zu den behandelten Sprachen und Sprachräumen (deutsch, englisch, französisch, italienisch, polnisch, portugiesisch, spanisch, türkisch) werden Diskursanalysen zu aktuellen gesellschaftlichen Aspekten wie Migrations-, Bildungs- und Verfassungspolitik, Integration, Familie, öffentlicher und medialer Sprachgebrauch, Euphemismen, Multimodalität in Comics sowie emotionale Sprache im juristischen Kontext durchgeführt sowie grundsätzliche Überlegungen zur Theorie und Methodologie einer Vergleichenden Diskurslinguistik angestellt. Die Autorinnen und Autoren arbeiten in den Bereichen Germanistik, Romanistik, Vergleichende, Angewandte und Multimodale Linguistik sowie Anglistik.


G. Cosentino, Grammatik der Prosodie für Deutsch als Fremdsprache, Erich Schmidt Verlag, Berlin 2019

Ziel des Buches ist es, eine umfassende formale und funktionale Analyse relevanter Aspekte der deutschen Prosodie vorzunehmen und Anknüpfungspunkte für eine Didaktisierung im DaF-Bereich herzustellen.
Im deutschen Sprachsystem ist die Prosodie das Hauptkodierungsmittel der Informationsstruktur und erfüllt zahlreiche sprachliche Funktionen, die als Teilbereich der Grammatik anzusehen sind. Nach einem Überblick über die Gebiete der Prosodieforschung und die grammatische Funktion der Prosodie als Hauptkodierungsmittel der Informationsstruktur wird ein praktisch erprobtes Unterrichtsmodul zur Grammatik des Akzents vorgestellt. Die Inhalte des Unterrichtsmoduls werden schrittweise präsentiert und in Unterrichtseinheiten zusammengestellt. Im Anschluss wird der Ablauf und Erfolg des Prosodie-Moduls dargestellt. Als empirische Basis für die Dokumentation dient die auditive und akustische Analyse eines Datenkorpus, das aus von italophonen DaF-Studierenden vorgelesenen Texten besteht.


Hugo von Hofmannsthal, Elena Raponi (a cura di), Le opere come spazio spirituale della nazione, Morcelliana, Brescia 2019

Zeitschrift für interkulturellen Fremdsprachenunterricht. Jahrgang 24, 1, 2019, Themenheft FACHSPRACHE

Con contributi di: Carolina Flinz, Ursula Paintner & Benjamin Schmäling, Alexander Bleistein, Christina Kuhn, Sandra Drumm, Brigitte Jostes & Antoinette Meiners, Evelyn Röttger, Antje Nolting, Nadja Radtke.
Link all’indice: tujournals.ulb.tu-darmstadt.de/index.php/zif/issue/view/76


V. Di Rosa, J. Röhnert (a cura di), Im Hier und Jetzt . Konstellationen der Gegenwart in der deutschsprachigen Literatur seit 2000, Böhlau Verlag, Köln-Weimar-Wien 2019

Die jüngste deutschsprachige Literatur erfreut sich neuerdings wachsenden Interesses im wissenschaftlich-kulturellen Diskurs. Der Band zielt darauf, das Prisma der Gegenwart in der Vielfalt ästhetischer Positionen zu durchleuchten. Leitkriterium der Beiträge ist einerseits die theoretische Auseinandersetzung mit den veränderten Entstehungsbedingungen von Literatur, zu denen die digitale Wende sowie die Krisenkonjunktur im Zeichen der Globalisierung gehören; andererseits der Blick auf die schöpferische Autonomie der Welt- und Wirklichkeitsentwürfe, deren bewusste Verortung im Hier und Jetzt zu exemplarischen Re-Lektüren von Topoi wie Natur, Geschichte, Technik, Sprache bzw. Sprachkrise einlädt.
Wissenschaftliche Beiträge von Jan Urbich, Carsten Rohde, Steffen Richter, Thomas Geiger, Stephan Turowski, Romina Nikolic, Jan Röhnert, Enza Dammiano, Elisabetta Villano, Lorenzo Licciardi, Valentina Di Rosa, Robert Hain, Daniela Allocca, Christian Stein.
Texte und Diskussionsbeiträge von Jürgen Becker, Marcel Beyer, Kathrin Röggla, Julia Schoch, Tom Schulz, Ulf Stolterfoth, Jan Wagner.


K. Wolbert, Scultura programmatica nel Terzo Reich. Corpi dogmatici, letali dettami di bellezza, traduzione di G. Schiavoni, M. A. Massimello, Allemandi, Torino 2018

Negli edifici pubblici di rappresentanza, in cui la NSDAP - il Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori - volle mettere in scena con imponente grandiosità la sua potenza, alla scultura era riservato un ruolo di grande rilievo accanto all'architettura. Le opere degli scultori del Terzo Reich (da Arno Breker a Georg Kolbe e Josef Thorak, tra i tanti) dovevano conferire una realtà concreta alle figure dell'immaginario ideologico della NSDAP: erano quindi opere strettamente legate ai dettami razzisti dello Stato nazionalsocialista, presentate e osannate come esempi riusciti di affermazione dell'identità e della superiorità dei «tipi ariani». In questo volume Klaus Wolbert sottolinea la centralità del nudo nelle sculture del nazionalsocialismo, in un Terzo Reich in cui il primato della «bellezza» aveva anche lo scopo di far apparire lo Stato nazionalsocialista come tutore del «bello» e garante supremo di un ordine armonioso. La bellezza di imitazione «classica», tuttavia, nel pensiero programmatico degli ideologi dell'era hitleriana e nei nudi realizzati dagli scultori allineati con il regime, assunse anche una connotazione tragica: essa aprì la via, infatti, alla selezione e al declassamento dei corpi che non apparivano adeguati ai canoni «estetici» elaborati nei programmi ufficiali, squalificando così tutti gli individui che non risultassero sufficientemente «belli». Stigmatizzati come appartenenti a una «razza impura» o «inferiore», ad essi si aggiunsero i «disabili» fisici e mentali, gli «anormali» sul piano sessuale, i socialmente «miserabili». Su tutti costoro si abbatté l'ostilità integrale dei nazionalsocialisti: screditati quali esseri «spregevoli» e «ripugnanti» e infine considerati «indegni di vivere», furono internati in gran numero per essere destinati alla morte. Valendosi di un'ottica interdisciplinare, Wolbert scandaglia in modo approfondito le premesse concettuali cui poterono agganciarsi i nazionalsocialisti nella elaborazione delle loro linee programmatiche, si interroga su come interpretare la funzionalità politica connessa al potere attrattivo dei nudi nell'arte plastica nazionalsocialista e documenta in che misura anche gli scultori dell'era hitleriana fossero implicati, con le loro opere, in quell'immane annientamento di corpi che culminò negli abomini perpetrati dai nazisti.


G. Sampaolo (a cura di), E poi il silenzio. Nuove voci della letteratura austriaca, Editoriale Artemide, Roma 2019

Questo libro presenta ai lettori italiani sedici testi della più recente letteratura austriaca, privilegiando autori ventenni e trentenni – soprattutto donne – e attingendo a romanzi d’esordio usciti negli ultimi tre-quattro anni. Una “new wave austriaca” (De Villa) di cui si mostrano temi e linguaggi rappresentativi, dai registri neoclassici alla cultura pop: una letteratura caratterizzata da una grande pluralità e internazionalità che è in gran parte un’eredità dello “Stato dei molti popoli” asburgico col suo legame con l’Europa centro-orientale e balcanica da cui provengono non pochi autori. Relazioni di coppia instabili e volatili, il fenomeno della migrazione, il rapporto con la memoria storica, la finezza di indagine psicologica, spesso declinata nel registro dell’ironia.
Autrici e autori: Anna Baar, Bettina Balàka, Theodora Bauer, Birgit Birnbacher, Irene Diwiak, Laura Freudenthaler, Valerie Fritsch, Susanne Gregor, Lydia Haider, Elias Hirschl, Paulus Hochgatterer, Elke Laznia, Hans Platzgumer, Robert Prosser, Thomas Stangl, Daniel Zipfel.
Hanno tradotto i testi di questo libro – con l’eccezione della dott.ssa Paola Del Zoppo – allievi ed ex allievi dei corsi di traduzione del prof. Sampaolo.

Una collaborazione del Forum Austriaco di Cultura Roma con l’Università Roma Tre


E. Kästner, A. Focher (a cura di), Conosci quella terra ove fioriscono i cannoni?, Donzelli Editore 2019

Il volume presenta in prima edizione italiana 55 poesie e 23 epigrammi. L'ampio saggio finale inquadra la produzione lirica del poeta anche sulla base della saggistica dello stesso Kästner sul tema "Poesia del '900".