C. Adorisio, L. Bosco, Zwischen Orient und Europa. Orientalismus in der deutsch-jüdischen Kultur im 19. und 20. Jahrhundert, Narr Francke Attempto, Tübingen 2019

H. Wittenwiler, L’Anello. Poemetto svizzero dell’inizio del XV secolo. Testo e traduzione di passi scelti con introduzione e note di Roberto De Pol, Virtuosamente (Gruppo editoriale Castel Negrino), Aicurzio 2019

L. Crescenzi, C. Gentili, A. Venturelli (a cura di), Letteratura e identità europea. Per una storia dei ‘buoni europei’, Studi Germanici, Roma 2018

L’affascinante idea dei buoni europei, formulata da Nietzsche verso la fine del XIX secolo, ha esercitato più volte nel corso di quello successivo una influenza determinante – anche se talvolta sfuggente e quasi inafferrabile – sulla letteratura e la cultura europee. Ripercorrere la storia di questa idea attraverso alcuni momenti fondamentali è quanto si propongono i tredici contributi (S. Boccanfuso, M. Brusotti, G. Cerchiai, L. Crescenzi, M. C. Fornari, C. Gentili, P. Graglia, F. Niglia, A. Orsucci, S. Poggi, A. Venturelli, V. Vivarelli, M. Zanucchi) raccolti in questo volume, dedicato a Renata Colorni, e suddivisi in tre sezioni: I ‘buoni europei’: un’identità molteplice; L’intellettuale europeo: un esperimento europeo; Un’Europa possibile. Dalla fitta trama di riferimenti e di letture, che accompagna in Nietzsche la formulazione di tale idea, si giunge così a talune esperienze fondamentali dell’avanguardia europea e della cultura in cui essa fermentò – da Thomas Mann a Georges Sorel o Ernst Juenger – fino a pervenire ai fermenti politici del movimento paneuropeo e delle prime formulazioni del federalismo europeo. Questa storia ideale permette oggi di orientarci con maggiore consapevolezza sui problemi che accompagnano la definizione di una possibile identità europea.


M. Castellari, E. Polledri (a cura di), Studia theodisca – Hölderliniana III (2018)

Contributi di: Maria Arpaia, Lorenzo Pizzichemi, Sotera Fornaro, Christian Sinn, Bruno Duarte, Marco Menicacci, Jean-Pierre Lefebvre, Francesco Rossi ed Elena Polledri.
Recensioni di: Luca Crescenzi, Giulia Puzzo e Marco Castellari.
Il terzo fascicolo degli Studia hölderliniana, che escono come numeri speciali della rivista internazionale "Studia theodisca" (ISSN 2385-2917), è dedicato al tema Friedrich Hölderlin e la traduzione. Esso raccoglie studi e recensioni in lingua italiana e tedesca di studiose e studiosi attivi in Francia, Germania, Italia, Portogallo e Svizzera
Pubblicazione ad accesso aperto sulla piattaforma OJS 'riviste unimi' dell'Università degli Studi di Milano
riviste.unimi.it/index.php/StudiaTheodisca/issue/view/1350


D. Vecchiato (a cura di), Versi per dopodomani. Percorsi di lettura nell’opera di Durs Grünbein, Mimesis, Milano-Udine 2019

Saggi di Anna Maria Carpi, Anne Fuchs, Matteo Galli, Joanna Jabłkowska, Fabian Lampart, Albert Meier, Ernst Osterkamp, Italo Testa, Amelia Valtolina, Michele Vangi e Daniele Vecchiato. Con la traduzione inedita di un testo di Durs Grünbein.
Il volume, concepito come un companion per il lettore italiano, intende offrire – attraverso percorsi di lettura tematici e per opere – una panoramica sulla poesia e la saggistica di Grünbein, esplorando i nuclei essenziali della sua produzione (il corpo, la storia, la memoria, il dialogo con la filosofia e le arti) e al contempo ampliando l’orizzonte su territori critici nuovi e su testi più recenti. Il volume si chiude con una sezione dedicata alle poesie “italiane” di Grünbein, alla sua ricezione nel nostro paese e al suo rapporto con la tradizione letteraria italiana.


A. Costazza, Ladri di identità. Dalla falsa testimonianza alla testimonianza come finzione nella letteratura tedesca della Shoah, Mimesis, Milano-Udine 2019

Il tema delle analisi contenute nel volume è costituito dal delicato e complesso rapporto tra la finzionalità della testimonianza e la testimonialità della finzione letteraria. Il filo rosso che unisce le opere qui indagate è rappresentato dal furto d’identità e quindi dalla falsa testimonianza: in due casi l’argomento è oggetto della rappresentazione letteraria (La tela, di Benjamin Stein, e Il nazista e il barbiere, di Edgar Hilsenrath), mentre in altre due occasioni è l’autore stesso a essersi appropriato attraverso la scrittura di un’identità non sua (Frantumi, di Binjamin Wilkomirski, e La tana di fango, di Wolfgang Koeppen).


T. Baumann (a cura di), Reiseführer - Sprach- und Kulturmittlung im Tourismus. Le guide turistiche - mediazione linguistica e culturale in ambito turistico, Lang, Bern 2018

Die Beiträge dieses Bandes widmen sich typischen Textsorten und Kommunikationsformen, die für die Sprach- und Kulturmittlung im Kommunikationsbereich Tourismus relevant sind. Ausgangspunkt ist dabei der Reiseführer in seiner doppelten Bedeutung als ‘Person’ und ‘Buch’ als Prototyp touristischer Interaktion. Neben Untersuchungen zur Textsorte Reiseführer beschäftigen sich die Beiträge mit affinen Textsorten wie Destinationswerbung und reisejournalistischem Zeitungsartikel, sowie mit Stadtführungen als Form typischer mündlicher Interaktion. Die Vielfalt der methodologischen Ansätze (Text- und Diskurslinguistik, Pragmatik, Konversationsanalyse, Korpuslinguistik, Übersetzungsvergleich) bietet einige innovative und interessante Einblicke in die Mechanismen touristischer Kommunikation.
Der Band richtet sich an alle, die aus sprach- und kulturwissenschaftlicher Perspektive an interkulturellen touristischen Kommunikationsstrategien interessiert sind und möchte Anregungen sowohl zur weiteren theoretischen Reflexion als auch zur berufspraktischen Anwendung geben.


N. Leonardi, A. Nardi (a cura di), Linguistica e comunicazione d’impresa. Linguaggi e competenze, EUM, Macerata 2018

Linguistics and business communication. Languages and competences
Linguistik und Unternehmenskommunikation. Sprachen und Kompetenzen

Il mondo dell'impresa e quello scientifico-accademico sono caratterizzati da competenze e pratiche diverse. Essi convergono, tuttavia, in questo volume improntato a un'ottica plurilinguistica e multidisciplinare che vuole mettere a confronto approcci e metodologie applicative diverse. Il fulcro è posto in modo particolare sull'interrelazione delle discipline linguistiche con quelle economico-imprenditoriali per fornire risposte adeguate ai bisogni comunicativi più attuali.


D. Grünbein, I bar di Atlantide e altri saggi, traduzione di G. Cantarutti, S. Ruzzenenti, Einaudi, Torino 2018

I poeti sono spesso i migliori saggisti. Lo pensava Maria Corti, l'ha scritto recentemente Alessandro Piperno. Da Leopardi a Baudelaire, da Mandel'štam a Eliot, da Valéry a Brodskij, le riflessioni dei poeti sulla letteratura arrivano a illuminare nodi e zone d'ombra con un'efficacia e una capacità di coinvolgimento che raramente gli studi accademici hanno. È così anche con i saggi di Grünbein, una delle voci poetiche oggi più importanti nel panorama internazionale. Sono saggi perché affrontano temi come il rapporto fra poesia e morte, ma sono anche racconti autobiografici perché Grünbein mette in campo i suoi ricordi di Pompei ed Ercolano («Qualcosa che viene strappato al flusso delle cose, si raffredda e viene sigillato sottovuoto») o della montagna di macerie che i ragazzi di Dresda scalavano per divertimento, forse affascinati dalle rovine di quella «Pompei tedesca». Oppure il tema degli abissi come metafora letteraria che prende vita, ancora autobiograficamente, col racconto delle proprie esperienze di sub nei mari del mondo.

Grünbein è da sempre poeta-filosofo (non è un caso che abbia scritto il poemetto su Descartes) e il suo cruccio sta nella scissione tra poesia e filosofia che si è verificata a partire da Platone. La necessità di ritrovare una voce unitaria che riunisca poesia e filosofia è il filo conduttore del libro: uno dei più bei saggi (insieme a quello sulla Giostra di Rilke) sta a dimostrare come Nietzsche ci sia riuscito. Certamente i saggi di Grünbein sono anche preziosi per capire più a fondo le ragioni e le direzioni della sua poesia.


V. Scuderi, Performare la parola. Segno e disegno in Brigitta Falkner, Villaggio Maori Edizioni, Catania 2018

La produzione dell’autrice-artista austriaca Brigitta Falkner (Vienna, 1959) rappresenta un unicum all’interno del panorama della letteratura sperimentale di lingua tedesca. Si tratta di realizzazioni intermediali che uniscono parola e immagine all’insegna di un costante principio di ibridazione e di oltrepassamento dei confini, sempre mettendo in dubbio le forme letterarie codificate e costruendone di nuove. La chiave di lettura qui scelta è il doppio concetto di performatività e performance, che va dalla performatività del segno scritto dentro la scena della lingua (soprattutto all’inizio di questa produzione, nata seguendo le regole della scrittura à contrainte con anagramma, palindromo, lipogramma), a quella del disegno nella parola scritta ampliata in fumetto, dall’aspetto drammatico (con vere e proprie caratteristiche da «rappresentazione»), alla realizzazione di performance in forma di cortometraggio, l’ultima modalità in cui si amplia questa poesia immaginifica.


A. Larcati, K. Renoldner, M. Wörgötter (a cura di), Stefan-Zweig-Handbuch, De Gruyter, Berlin 2018

Stefan Zweig (1881–1942) hat als Verfasser erotischer Novellen und feiner Seismograph der "Verwirrung der Gefühle" Weltruhm erlangt. Als repräsentativer Vertreter des kosmopolitischen Wiener Judentums verstand er die Einheit Europas als seine Mission. Im Exil trauerte er seiner "Welt von Gestern" nach.Dieses Handbuch bringt die Forschung auf den neuesten Stand und präsentiert erstmals Leben, Werk und Wirkung Zweigs in einer kulturgeschichtlichen Einheit. Die historischen, philosophischen und ästhetischen Koordinaten seines Œuvre bilden den Rahmen für detaillierte Werkanalysen. Auch die Biographie wird um neue Fakten bereichert und durch die Darstellung des Freundeskreises ergänzt. Besondere Beachtung finden unbekannte Aspekte des Werks (z.B. Dramen, Gedichte) sowie Zweigs Tätigkeit als Übersetzer, Herausgeber und Sammler von Autographen. Die Darstellung der außergewöhnlichen Wirkungsgeschichte seines Werkes – Stefan Zweig war Anfang der dreißiger Jahre der meistübersetzte deutschsprachige Autor – bildet einen Schwerpunkt dieses Handbuchs. Ein Verzeichnis über die Forschungsliteratur, Register und eine Zeittafel runden den Band ab.


E. Béhague, H. Klessinger, A. Valtolina (a cura di), GegenWorte – GegenSpiele. Zu einer neuen Widerstandsästhetik in Literatur und Theater der Gegenwart, transcript, Bielefeld 2018

Das neue Interesse an einer allgemeinen »Ästhetik des Widerstands« wird in den kulturellen und politischen Debatten zwar konstatiert, doch stehen eine differenzierte theoretische Durchdringung, systematische ästhetische Analyse und historische Einordnung des Phänomens noch aus.
Der Band untersucht aktuelle Beispiele aus Literatur und Theater und skizziert somit die Konturen einer solchen neuen »Ästhetik des Widerstands«. Leitfragen gelten einer möglichen Renaissance des kritischen Intellektuellen, einer Neuaushandlung des Politischen und der politischen Kunst in einer globalisierten Welt im digitalen Zeitalter.


P. Katelhön, Rechtschreibtrainer Deutsch als Fremdsprache, Duden, Berlin 2018

Verstehen, üben, testen: Der Rechtschreibtrainer Deutsch als Fremdsprache enthält alle wichtigen Rechtschreibregeln und mehr als 200 abwechslungsreiche Übungen auf den Niveaustufen A2 bis B1. Die Aufgaben sind in kompakten Einheiten nach ihrem Schwierigkeitsgrad unterteilt; die zugehörigen Audiodateien stehen zum kostenlosen Download bereit. Merkkästen mit typischen Stolpersteinen und rechtschreiblich schwierigen Wörtern runden die Übungen ab; am Ende jedes Kapitels finden sich Diktate zur Selbstkontrolle. Neben dem Einsatz im Unterricht ist der Rechtschreibtrainer mit seinem integrierten Lösungsschlüssel ideal auch für das Selbststudium.


Studi Germanici, 13. Attività scientifica 2016-2018

È online il bollettino sull’attività scientifica dell’Istituto Italiano di Studi Germanici: rivista.studigermanici.it/index.php/studigermanici/issue/view/133

A. Camparsi, La biblioteca wagneriana di Max Koch a Villa Sciarra. Una ricognizione agli albori della multimedialità (Studi Germanici, 13)

rivista.studigermanici.it/index.php/studigermanici/issue/view/132

Studi germanici, 13

È online il fascicolo 13 (2018) di "Studi Germanici": rivista.studigermanici.it/index.php/studigermanici/issue/view/131

M. Freschi, 1918. Tramonti tedeschi, Bonanno, Acireale 2018

Nel fatidico 1918 avvennero eventi che cambiarono la storia del mondo con la caduta dei quattro imperi zarista, ottomano, austroungarico e il Secondo Reich. Questi tragici eventi trovarono un loro rispecchianti in opere veramente epocali, tra cui "Il tramonto dell'Occidente" di Spengler, le "Considerazioni di un impolitico" di Thomas Mann, "Lo spirito dell'Utopia" di Ernst Bloch. La loro rilettura, esattamente dopo un secolo, risulta più che mai attuale e intrigante anche per le diagnosi del nostro tempo, insicuro, disorientato, travolto da una crisi di identità, che era stata già percepita con intensa lucidità medianica da questi scrittori. Le opere quasi profetiche, ambigue e affascinanti apparvero contemporaneamente nel 1918, l’anno tedesco.


R. Calzoni, La letteratura tedesca contemporanea. L’età della divisione e della riunificazione, Carocci, Roma 2018

Il volume presenta la letteratura di lingua tedesca dalla costruzione del Muro di Berlino ai giorni nostri, tracciandone un bilancio anche attraverso le sue relazioni con il cinema e con i “mediatori del ricordo”, come la fotografia, la radio, la televisione e il web. La prima parte ripercorre la produzione di autori come Peter Weiss, Johannes Bobrowski, Elias Canetti e Thomas Bernhard, che vissero in prima persona il regime hitleriano e che, durante gli anni della divisione tedesca, hanno innalzato la prosa, la lirica e il teatro a luogo di riconciliazione individuale e collettiva con la storia recente della Germania e dell’Austria. Attorno al “passato che non passa” e alla sua elaborazione si sviluppa la seconda parte, che si focalizza sulla produzione letteraria successiva alla riunificazione tedesca di scrittori come Durs Grünbein, Herta Müller, W. G. Sebald e Bernhard Schlink, discutendone anche in prospettiva multimediale il rapporto con il dodicennio nero, con la divisione della nazione e con l’Ostalgie.


R. Calzoni, La letteratura tedesca del secondo dopoguerra. L’età delle macerie e della ricostruzione (1945-1961), Carocci, Roma 2018

Il volume ripercorre le fasi della ricostruzione culturale della Germania ridotta in macerie dopo la Seconda guerra mondiale, dipanando i fili della complessa trama politica, filosofica e storico-letteraria del periodo compreso fra la capitolazione del Terzo Reich e l’erezione del Muro di Berlino. L’opera di autori tedeschi, svizzeri e austriaci rientrati dall’esilio o riemersi dall’emigrazione interna dopo il nazismo è posta in dialogo con la scrittura dei sopravvissuti alla Shoah e alle persecuzioni politiche hitleriane grazie all’individuazione di alcuni nuclei tematici fondamentali per la letteratura d’Oltralpe: le ricadute del Terzo Reich e delle politiche degli alleati sullo “spirito tedesco”, l’estetizzazione del secondo conflitto mondiale e la concezione della poesia dopo Auschwitz come «un atto di barbarie», la questione della «colpa collettiva» e della responsabilità individuale per i crimini compiuti durante il regime. È in questo quadro generale che si inseriscono i profili – tratteggiati dettagliatamente nel volume – di tre autori canonici della letteratura tedesca contemporanea: Hans Magnus Enzensberger, Günter Grass e Christa Wolf.


S. Rabanus (a cura di), Deutsch als Minderheitensprache in Italien. Theorie und Empirie kontaktinduzierten Sprachwandels, Olms, 2018

Ziel des Bandes ist es, die Erscheinungsformen des Deutschen in alten sog. Sprachinseldialekten (Walserdeutsch, Zimbrisch, Fersentalerisch, Plodarisch, Sauranisch, Tischelwangerisch) und als regionale Mehrheitssprache in Südtirol auf den wesentlichen linguistischen Systemebenen (Phonetik/Phonologie, Morphologie, Syntax, Lexikon) herauszuarbeiten. Da deutsche Varietäten in jedem Fall Teil mehrsprachiger Repertoires sind, wird dabei besonders der Frage nachgegangen, ob und inwieweit kontaktinduzierter Sprachwandel stattgefunden hat oder derzeit stattfindet. Die im Band vertretenen Themen, Autoren und Institutionen spiegeln die Breite der Erforschung des Deutschen als Minderheitensprache in Italien wider. Bezüglich der thematischen Schwerpunktsetzungen sind sie gleichzeitig ein Abbild der Sprachwissenschaft in Italien: In je drei Beiträgen stehen phonetisch-phonologische und lexikalische Fragestellungen im Mittelpunkt, ein Beitrag behandelt die Morphologie, fünf Beiträge sind syntaktische Studien. Alle Beiträge sind in deutscher Sprache verfasst und so angelegt und ausgeführt, dass die Inhalte jedem Leser unabhängig von der eigenen theoretischen Orientierung und Spezialisierung zugänglich sind.