7-8 giugno 2018

Programma


Dal 28 al 31 maggio 2018, nell’ambito del Deutsch-Italienische Zusammenarbeit in den Geistes- und Sozialwissenschaften 2018, si terra a Villa Vigoni il Doktoranden/Post-Doktoranden-Kolloquium „Grenzen und Grenzüberschreitungen der Kultur: Hölderlin und Europa“, organizzato da Markus Ophälders, Verona, Albert Meier, Kiel, Elena Polledri, Udine.

Programma


Lunedì 21 maggio 2018, ore 16.00 Palazzo Ricci via Collegio Ricci, 10 – Pisa
Tipico tedesco. Quanto tedeschi sono i tedeschi? di Hermann Bausinger a cura di Luca Renzi - Edizioni ETS

Intervengono: Fabio Dei, Università di Pisa; Luca Renzi, curatore, Università di Urbino.
Cos’è tipicamente tedesco? La domanda può apparire banale, ironica, addirittura insinuante se con ciò si intende alludere a stereotipi negativi o addirittura infamanti. Hermann Bausinger, senza cadere nel banale o in specialismi inutili, analizza i vari stereotipi che spesso vengono attribuiti al popolo tedesco – dalle abitudini alimentari, all’amore per la natura, fino alla tipica tendenza regolamentatrice – citando filosofi, antropologi e politici, tedeschi e non.

«Vi è acrobatica ovunque si tratti di far apparire l'impossibile come un facile esercizio»; così il filosofo tedesco Peter Sloterdijk in un libro del 2009, Du mußt dein Leben ändern: Über Anthropotechnik (Devi cambiare la tua vita, ed. it. 2010). Il concetto di acrobatica e quello ad esso sotteso di “antropotecnica” si adattano bene al profilo intellettuale dell’artista delle avanguardie storiche, la cui intrinseca performatività si configura in tal senso come un esercizio ascetico di “acrobatica” estetica e spirituale, di rischiosa realizzazione di un progetto complessivo di rifondazione del proprio ruolo.
Tra provocatori richiami all’antico e vertiginose prospettive sul futuro, tra macchina e uomo, tra spirito e tecnica, l’uomo nuovo del primo Novecento è al centro di un convegno internazionale e interdisciplinare, che si pone lo scopo di offrire una prospettiva innovativa sulle avanguardie storiche (Dada, espressionismo, futurismo, surrealismo), in cui considerare quello avanguardistico come il ‘gesto assoluto’ di artisti che sulla scena volevano rifondare il mondo e la propria esistenza.

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