Segnalazioni editoriali
Beschreibung: Die Aufsätze in diesem interdisziplinären Band untersuchen Farbbezeichnungen, deren Symbolik und das Wechselspiel von Farben und Emotionen in der deutschen Sprache von den Anfängen bis in die Gegenwart aus den Perspektiven der germanischen Philologie, der historischen Semantik, der Phraseologie- und Parömie-Forschung, der Metaphernanalyse, der Kontrastiven Linguistik sowie der Übersetzungswissenschaft. Beiträge von: Nicolò Calpestrati, Elena Di Venosa, Wolfgang Haubrichs, Peggy Katelhön, Sabine E. Koesters Gensini, Simona Leonardi, Patrizio Malloggi, Albana Muco und Katharina Salzmann.
Le particelle modali sono una classe di elementi non flessi e ridotti dal punto di vista grammaticale che permettono al parlante di esprimere un ventaglio di ipotesi e inferenze, e conferiscono alla frase significati spesso difficili da tradurre. Sebbene siano presenti in diverse lingue, tra cui l’italiano, e siano particolarmente frequenti in tedesco, rappresentano un tema ancora relativamente poco affrontato in studi dal taglio contrastivo. Il presente volume, che si fonda sulla letteratura classica sull’argomento, su un ricco apparato di esempi autentici di lingua parlata e scritta e su un nuovo corpus di traduzioni per le direzioni tedesco-italiano e italiano-tedesco, costituisce il primo studio di ampio respiro sulle principali particelle modali del tedesco (ja, doch, schon, halt, eben, auch, denn, bloß, nur, mal) indagate in prospettiva contrastiva con la lingua italiana.
Link: www.carocci.it/index.php?option=com_carocci&task=schedalibro&Itemid=72&isbn=9788843094509
Appetito per il mondo è una selezione di saggi del Premio Nobel 2019 ancora inediti nel panorama letterario nazionale. Scritti in un arco di tempo di quasi quarant’anni, tra il 1966 e il 2003, i testi che compongono questa raccolta spaziano dal cinema al teatro e dalla letteratura alle arti figurative.
«Resoconto di viaggio fra i deserti del mondo, Il deserto di Lop narra le storie d’amore del protagonista, Raoul Louper, per tre figure femminili – Francesca, Arlette, Elif – di cui gli restano solo tre oggetti simbolici come ricordo. Alla ricerca ossessiva del suono che s’ingenera dalle dune canterine, Raoul è un contemporaneo e appassionato “naturalista giramondo”, che si pone domande sulle leggi fisiche che regolano la natura e su quel seme d’umano che resiste all’azione erosiva del vento come alla dimenticanza, nel passaggio tra le ere geologiche. Ne risulta una prosa densa e rarefatta, che vibra del ricordo di terre lontane e della poetica malinconia di un viaggiatore di fronte a una natura in continuo mutamento. In 101 capitoli, Raoul Schrott, scrittore austriaco contemporaneo, ci offre una perfetta miniatura della realtà universale, un’allegoria del mistero dell’esistenza umana – resa in una scrittura piena di respiro e non priva di un ateo misticismo – che, sostiene l’autore, è una Naturgeschichte der Liebe, una storia naturale dell’amore. Questa novella, quinto volume della collana “Situazioni”, presentata per la prima volta al lettore italiano nella traduzione di Giulia A. Disanto, cui si deve anche la nota critica conclusiva Breviario di un nomade, è proposta nel singolare allestimento grafico, nato dal testo e al servizio del testo, di Maurizio Minoggio, dove alcune delle parole dell’originale tedesco, scelte per la loro qualità visiva e sonora, affiorano a lato della versione italiana come dalla sabbia a segnare i luoghi di una geografia sentimentale.».
Negli ultimi anni dizionari e enciclopedie sono cambiati in termini di struttura, aspetto e medium e nell’insegnamento delle lingue straniere sembra che l’uso delle risorse lessicografiche non sia un argomento molto importante. Grazie alla nascita di un nuovo ambito di ricerca all’interno della metalessicografia – la ricerca sull’uso del dizionario, negli ultimi decenni, sono apparsi studi empirici sull’uso del dizionario nell’insegnamento, anche su quello elettronico. Per questo motivo sono disponibili dati molto concreti. Nella presente pubblicazione, la ricerca sull’uso del dizionario, con le sue questioni metodologiche, viene ampliamente trattata per la prima volta in lingua italiana. Inoltre, si presenta una overview degli studi empirici in cui l’apprendente di lingue straniere sta al centro dell’attenzione. Alla fine sono descritti, più in dettaglio, studi empirici, condotti dall’autrice nell’ambito del Tedesco come lingua straniera.
Open access: romatrepress.uniroma3.it/libro/luso-del-dizionario-nellinsegnamento-delle-lingue-straniere
Nuova traduzione del capolavoro rilkiano con introduzione e note.
«Precoci compiuti, voi, beniamini del creato, corteggi di cielo, creste d’aurora dell’intera creazione, pollini della divinità fiorente, giunti di luce, atrii, troni, scalee, spazi di essenza, scudi di delizia, tempestosi estatici tumulti del sentimento, e di colpo, da soli: specchi che la defluita bellezza di nuovo riattingono nel proprio volto.». […]
Nel 1912, ospite nel castello di Duino della principessa von Thurn und Taxis, Rainer Maria Rilke inizia a scrivere il suo capolavoro, le Elegie duinesi, che terminerà nella torre di Muzot solo dieci anni. Ancora molti viaggi, interrotti dalla Prima Guerra Mondiale, che lo vede impiegato presso l’Archivio di Guerra grazie all’intervento di Hugo von Hofmannsthal. Nel 1922, mentre con fatica lavora alla conclusione delle Elegie, compone, in poche settimane di felice ispirazione, i Sonetti a Orfeo. Muore di leucemia il 29 dicembre 1926.
Nel 1995 la Artemide Edizioni inaugurava la collana Proteo con il volume di Andrea Landolfi Hofmannsthal e il mito classico. Agli oltre 140 titoli pubblicati in questi ventisette anni viene ad aggiungersi oggi questo Intorno a Hofmannsthal, nel quale Landolfi ha raccolto tutti i saggi, le introduzioni, le note e gli interventi dedicati all’opera di Hugo von Hofmannsthal (1874-1929) nel corso di quarant’anni.
Divisi in tre sezioni e ordinati cronologicamente, gli scritti – pur sottoposti a un processo di editing volto a emendarne i refusi e a uniformarne il più possibile i criteri – vengono riproposti nella loro versione originaria, così da mantenerne inalterate le caratteristiche formali, diverse a seconda degli anni, dei contesti, delle occasioni; viceversa sono stati tradotti in italiano gli interventi pubblicati in Germania, anche in questo caso cercando tuttavia di conservarne intatti stile e contenuti, e sempre resistendo alla tentazione di aggiornarli sulla base dei progressi nel frattempo compiuti dalla Hofmannsthal-Forschung. L’ambizione del volume non è infatti quella di “fare il punto” sull’autore, quanto piuttosto di documentare un lungo percorso di partecipe attenzione critica ai grandi temi del suo pensiero.Il volume raccoglie saggi, interventi, recensioni dedicati dall’autore allo studio del grande autore austriaco lungo l’arco di un quarantennio.
Johann Joachim Winckelmann è stato uno dei più importanti intellettuali del XVIII secolo. Bibliotecario, storico dell’arte, archeologo, appassionato di letteratura e arte classica, divenne uno dei teorici del neoclassicismo e la sua influenza sulla cultura europea della seconda metà del Settecento fu enorme. Tuttora il suo sguardo sull’arte continua a influenzare il nostro modo di vederla e considerarla. Figlio di un umile ciabattino, grazie alla sua vivace intelligenza e alla dedizione agli studi, diventa prima bibliotecario di un conte e poi soprintendente alle antichità della corte pontificia. La sua vita fu romanzesca, passata tra la nativa Prussia e la Roma papale, nelle università, nei salotti e nelle corti più importanti d’Europa, tra personaggi d’altissimo rango, eruditi, nobili e cardinali, tra amicizie durature e liti causate dal carattere forte e intransigente.
Pietro il Rosso, il protagonista del racconto Una relazione per un’Accademia (Ein Bericht für eine Akademie), è una delle tante figure di animali (quasi animali, non più/non ancora animali) che affollano le opere di Franz Kafka. Ma il fatto che si tratti di uno scimpanzé, ovvero della figura di transizione per eccellenza tra l’uomo e l’animale, lo rende particolarmente significativo. [...]
L’apprendimento del linguaggio, e con esso della “via umana”, è l’unica soluzione che si profila agli occhi di Pietro il Rosso, quando, in seguito alla cattura, viene rinchiuso in gabbia nel ventre di una nave (uno Zwischenraum, un “luogo di mezzo”, quasi un non-luogo) e deportato dalla Costa d’Oro verso l’Europa. [...] E allora, autoimponendosi come un imperativo categorico l’apprendimento di una rudimentale forma di linguaggio, Pietro il Rosso compie lo strappo che gli permette di sopravvivere.
“L’atto della scrittura è un centro gravitazionale della produzione scientifica di Rita Svandrlik, germanista, comparatista, esperta di studi di genere, alla quale è dedicato questo volume collettaneo. La scrittura è l’elemento che, nelle sue diverse coniugazioni, dà forma al testo che intendiamo ricorrendo alla metafora del textus, “tessuto”, trama e ordito di filami accuratamente intrecciati. All’interno di questa cornice, il volume raccoglie ventisei saggi di autrici e autori di lingua italiana e tedesca che, sulle orme dei sentieri di ricerca della collega, maestra e amica, hanno espresso specifici interessi scientifici creando una colorata tessitura, senza vincoli temporali né settoriali”.
Pubblicato postumo nel 1991, Convalescenza è il giornale che Peter Weiss scrive, presumibilmente, dall’agosto 1970 al gennaio 1971. Le annotazioni di cui si compone, qui proposte per la prima volta in edizione commentata e in traduzione italiana con testo a fronte, testimoniano un periodo di profonda crisi dello scrittore, acuita dalla sfiducia verso la propria attività intellettuale e letteraria e da un contesto partitico lontano da ogni ideale di apertura e di internazionalismo. Ferito dall’ostilità con cui è stata recepita la sua pièce Trotskij in esilio, e impegnato a scrivere il nuovo dramma dedicato al poeta Hölderlin, Weiss intende dedicarsi ora al sogno, alla visione e al proprio mondo interiore, che sente di aver trascurato a favore dell’impegno e della fedeltà alla realtà esterna. Ma non riesce a rispettare fino in fondo questo suo intento, e tramite la scrittura continua a confrontarsi col mondo circostante. Il giornale, iniziato dopo l’esperienza di un infarto, è pervaso da un orizzonte di morte e dalla violenza della storia; eppure l’io scrivente non soccombe alla paura, piuttosto la rende produttiva nel tentativo di una guarigione spirituale e intellettuale e di un riposizionamento sia letterario che politico. Le annotazioni si trasformano così in un atto poetico di resistenza alla morte e alla cultura del dogma che soffoca ogni forma di scambio e di dialogo.
The book explores the significance of literary translation and interpretation, in the widest sense of terms, as multiple processes of meaning and cultural transfer, by investigating how and why literature can be considered as a repository and a disseminator of knowledge and values. Featuring essays by a number of scholars focusing on a wide range of literary and critical texts of different nations and cultures and encompassing the last three centuries, this book intends to offer a contribution to the study of translation and interpretation as literary processes of cultural and epistemic dissemination of knowledge from both a theoretical and a practical perspective.
Dichiaratamente autobiografico, ma anche inaspettatamente laconico, Montauk è l’apoteosi di quel genere di autofiction che lo scrittore svizzero ha praticato come nessun altro: un racconto articolato, sofferto, a tratti intriso di una malinconia devastante. Con Montauk Max Frisch ha ridisegnato i confini tra vita e arte, portando il lettore a comprendere più a fondo l’una e l’altra.
In recent years, endorsed by the updated (2018) version of the Common European Framework, intelligibility has replaced native-like pronunciation as a primary objective in foreign language teaching. But accent and pronunciation continue to be central issues for university students of languages. This volume presents the results of an investigation into the attitudes of some 370 first year students at the Ca’ Foscari University of Venice, the first such study in Italy, involving students of 13 languages, the principal ones being English, Spanish, French, German and Russian. The survey investigated the importance given to pronunciation in the foreign language, the motivation students have to improve it, and the possible conflict of identity which the acquisition of a 'foreign' pronunciation might incur. Students were invited to reflect on the quality and variability of their pronunciation in the two foreign languages they were studying, on their ability to assess it, on affective aspects linked to pronunciation, and on their awareness of phonetic features. They were also asked for their opinions about the pronunciation of English as a Lingua Franca (ELF) and about Italian when spoken with a foreign accent. The contributions in this volume describe the linguistic background of respondents, present and analyse the attitudes which emerge, verify the role of some independent variables (gender, plurilingualism, motivation for enrolment, languages studied, level of proficiency), and (in the case of ELF) report the findings of a follow-up study of master's level students. The result is an overall picture likely to be of interest to anyone working in the field of university language teaching and who wishes to have a better idea of what students think about foreign language pronunciation.
Als Kulturvermittler und Autor von Reiseberichten, Drehbüchern, Features, Übersetzungen/Nachdichtungen setzt sich Andersch immer wieder mit Italien auseinander, ein Land, das ihn wie kaum ein anderes anzieht. Seit 1934 reist er so oft wie möglich in «das Land, wo die Zitronen blühn», und hält sich regelmäßig für längere Zeit dort auf. Als Schauplätze für seine Romane und Erzählungen wählt er Städte wie Rom, Venedig oder Neapel und an exponierten Stellen seiner Prosa konfrontiert er seine Leserschaft mit Meisterwerken der italienischen Kunst. So findet er bei führenden italienischen Schriftstellern und Künstlern der Gegenwart Anregungen für sein eigenes Schaffen. Mitte der 50er Jahre engagiert sich Andersch in seiner Tätigkeit als Zeitschriften- und Kulturredakteur für die Literatur und Kultur Italiens. Diese Entdecker- und Vorreiterrolle macht ihn im Kontext der deutschen Nachkriegsliteratur geradezu einzigartig und bestimmt sein Bild als Schriftsteller im Vergleich zu anderen bekannten Künstlerpersönlichkeiten.
Mit Beiträgen von Norman Ächtler, Roland Berbig, Beatrice Berselli, Uwe Czier, Nicoletta Gagliardi, Herwig Gottwald, Matteo Iacovella, Annette Korolnik-Andersch, Arturo Larcati, Camilla Miglio, Claudia Öhlschläger, Lucia Perrone Capano, Dora Primus, Norbert Christian Wolf.
Der Band beschäftigt sich mit den Selbstäußerungen mehrsprachiger Autorinnen und Autoren unterschiedlicher kultureller Herkunft, die seit der zweiten Hälfte des vorigen Jahrhunderts im deutschsprachigen Raum schreiben und publizieren. Im Zentrum stehen autobiographische Essays, Poetikvorlesungen sowie Gesprächsaufzeichnungen, in denen sie ihr Verhältnis zu den jeweiligen Herkunftssprachen reflektieren, sich intensiv mit dem Deutschen als fremder Literatursprache auseinandersetzen und ihr Selbstverständnis als Autorinnen und Autoren schildern. Die durch zahlreiche Zitate belegten Selbstreflexionen bieten zudem weitreichende Einsichten in die ambivalente Auseinandersetzung mit ihrer Sprachidentität. Die Studie liefert einen Beitrag zur Erhellung von individueller Mehrsprachigkeit in Bezug auf die Entwicklung kreativer Schreibprozesse.
Il saggio propone un canone letterario tedesco delimitato sostanzialmente alle opere principali della “Età di Goethe” e del Primo Novecento, nella convinzione che tale scelta, confermata dagli interventi critici più recenti e meditati, rappresenti le due epoche gloriose della letteratura tedesca moderna e contemporanea. Lo scopo è di tracciare una topografia, aperta, di questa esperienza: un racconto storico-letterario, che partendo dall’illuminismo tedesco con Lessing giunga fino a Bernhard quale ultimo esponente della grande stagione della letteratura tedesca. Questo ‘canone letterario’ si fonda sul consenso di generazioni di critici e di lettori: scegliere ‘solo’ Lessing, Goethe, Schiller, la costellazione romantica e i grandi maestri del Novecento può apparire azzardato, anzi sicuramente lo è: nei testi e negli autori proposti affiora quell'identità storico-culturale, intellettuale, spirituale, che, sebbene variamente frastagliata, unisce opere e autori radicati in quegli accadimenti storici, tragici e grandiosi, ancora presenti e attivi nella civiltà letteraria di lingua tedesca.
Nell’immaginario collettivo sono assurti a personaggi tanto iconici da essere comparati a figure mitologiche: i dioscuri. Johann Wolfgang Goethe e Friedrich Schiller possono essere considerati i protagonisti, se non gli inventori, di un’intensa stagione culturale tedesca ed europea tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Il Classicismo di Weimar, costretto a misurarsi con le disastrose conseguenze della Rivoluzione francese, tenta di ricostruire su basi estetiche un’idea nuova di umanità. Il carteggio tra Goethe e Schiller, per la prima volta qui tradotto nella sua interezza, è la testimonianza più viva e compiuta della nascita e dello sviluppo di un ideale nel quale si incrociano grandi progetti letterari e riflessioni di amplissimo spettro sulla natura del lavoro creativo e intellettuale, inteso come fondamento di una comunità e di un’intera nazione. Tutt’altro che un disegno utopico, la rivoluzione estetica avvenuta tra il 1794 e il 1805 trova il suo fondamento in un concretissimo impegno quotidiano di riflessione e progettualità, in cui la letteratura, i suoi diversi generi, ma anche le altre arti sono al centro di un dialogo che si impone come uno tra i momenti più alti della storia della cultura europea.
Das Konzept der Mediation und Sprachmittlung wird im Begleitband zum Gemeinsamen europäischen Referenzrahmen für Sprachen (2020) völlig neu definiert. Es ist wesentlich weiter gefasst und zugleich präziser ausgearbeitet. Doch was bedeutet das für die Praxis?Die Autorinnen und Autoren dieses Buches betrachten Sprachmittlung und Mediation aus verschiedensten Perspektiven. Theoretische Reflexionen zur Neudefinition von Mediation werden durch Beiträge zur Operationalisierung der neuen Kompetenzskalen und Deskriptoren für den Fremdsprachenunterricht an Schule und Universität ergänzt. Neben Überlegungen zum Verhältnis zur interkulturellen Kompetenz, zu Tourismus und Beruf stehen solche zu Wissensvermittlung und Interaktion. Beitrage zu Mediationsstrategien wie z. B. Notetaking, zu den Linguistic Landscapes und zum Stellenwert der Mediation in der Ausbildung von Lehrkräften runden den Band ab. Er bietet Hintergrundwissen und praktische Anregungen für Lehramtsstudierende sowie für erfahrene Lehrkräfte an Schulen und Universitäten.
Zur Fachsprache der protestantischen Theologie liegen nur wenige wissenschaftliche Studien vor. Diesem Mangel soll mit der vorliegenden Publikation begegnet werden, indem ein Überblick über Haupttendenzen der protestantisch-theologischen Fachsprache vom 19. bis 21. Jahrhundert aus germanistisch-linguistischer Perspektive präsentiert wird.
Im Mittelpunkt steht die Frage, welche Rolle rein sprachliche Elemente bei der Vermittlung theologischer Diskurse spielen. Eine zentrale Rolle spielt das Phänomen einer über das Inhaltliche hinausgehenden sprachgestalterischen Komponente, die für die theologische Fachsprache wesentlich ist. Ermittelt wird in der Untersuchung, ob die protestantisch-theologische Wissenschaftssprache besonders anfällig für ideologische Entstellung und inhaltliche Vagheit ist und inwieweit die in politisch-historischen Kontexten variierenden fachbegrifflichen Konnotationen der Vereinnahmung durch externe Einflüsse ausgesetzt waren und sind.
Die Monografie leistet einen Beitrag zur germanistischen Fachsprachenforschung im Bereich der Humanwissenschaften, ist aber auch für Theologen im Hinblick auf die linguistische Seite ihrer Wissenschaftssprache von Interesse.